Canapa Light

La Legge Italiana sulla Cannabis Light

La legge del 2016 rende lecita la canapa con contenuto in THC fino allo 0,2% (con tolleranza fino allo 0,6%). Si tratta della legge italiana numero 242 approvata nel dicembre 2016 che consente la produzione e commercializzazione della cosidetta cannabis light. 

Il range d’età dei consumatori di cannabis light è piuttosto vasto (si va dai 18 ai 70 anni circa); ciò che il consumatore ricerca è l’effetto rilassante che non è tanto dato dal THC (presente in quantità piuttosto basse), ma dal CBD, il secondo cannabinoide più abbondante nella Cannabis sativa; si tratta di un metabolita non psicoattivo cui sarebbero attribuiti vari effetti e viene consumata sia attraverso la preparazione di infusi sia sotto forma di sigarette.

Le differenze tra cannabis legale e illegale per la legge sono chiare ma le persone sono ancora oggi molto confuse e talvolta può esserci qualche comprensibile incertezza anche da parte delle forze dell’ordine, che non hanno modo di verificare immediatamente ma solo tramite analisi di laboratorio se della canapa rinvenuta in possesso di qualcuno sia legale o meno.

Da un punto di vista degli effetti sulle persone, la cannabis legale, poiché come abbiamo visto contiene THC per meno dello 0,6%, non crea alcun tipo di effetto psicotropo apprezzabile, ma al massimo è in grado di conferire un senso di relax per via del CDB.

Inoltre, nonostante si tratti di una sostanza legale, per acquistarla è necessario aver compiuto almeno diciotto anni.

Diversa è la cannabis terapeutica, che non è possibile coltivare sul balcone di casa propria perché è marijuana con effetto stupefacente a tutti gli effetti, e ha le stesse caratteristiche di quella che viene spacciata illegalmente. In Italia essa viene prodotta esclusivamente dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e contiene THC in una percentuale che va dal 5% all’8%. Essa viene distribuita solamente per essere venduta nelle farmacie che la utilizzano per diverse preparazioni rigorosamente sotto prescrizione medica, mentre non è consentito l’uso ricreativo, pena una denuncia e la reclusione dai due ai sei anni di carcere.

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